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Sicurezza ed efficienza energetica: le Fibre Artificiali Vetrose

06 Ottobre 2015

Si è tenuto il 6 ottobre 2015, presso l’Hotel Nazionale di Roma l’evento "Sicurezza ed efficienza energetica: le Fibre Artificiali Vetrose", organizzato da FIVRA per presentare il documento "Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) - Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute", approvato il 25 marzo 2015 dalla Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute.

Dopo i saluti iniziali portati dall’on. Mario Marazziti (Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), il Presidente di FIVRA Gianni Scotti ha inquadrato il tema della giornata: migliorare l’efficienza degli edifici nel rispetto della salute umana. Gli edifici sono infatti responsabili di circa il 40% del consumo di energia e dell’inquinamento prodotto in Europa.

Rendere più efficienti gli edifici grazie all'installazione di materiali isolanti permette di abbattere il consumo energetico degli edifici e consente una serie di dividendi multipli:

  • benefici ambientali: minor inquinamento locale e globale;
  • benefici economici: in termini sia di micro-economia (bilancio delle famiglie che usufruiranno di una bolletta energetica più leggera), sia di macro-economia (bilancio dello Stato fortemente dipendente dall'importazione di energia);
  • benefici sociali: creazione di nuovi posti di lavoro, diretti e locali.

La scelta di quale materiale isolante utilizzare deve seguire criteri tecnici (oltre a proprietà termiche, potrebbero essere richieste anche proprietà acustiche e di reazione al fuoco) ma anche la conoscenza di eventuali impatti sulla salute umana.

Giancarlo Marano (Direzione Generale della Prevenzione - Ministero della Salute) e Graziano Frigeri (Presidente Assoprev) hanno infatti ribadito che non esiste alcun materiale che possa fregiarsi di essere “assolutamente sicuro” perché tutti devono essere utilizzati in accordo a determinate prescrizioni di sicurezza.

Stefano Cera (segretario generale FIVRA) ha quindi inquadrato le Linee Guida FAV nel contesto normativo europeo (Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP)) e della classificazione della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).

Le lane minerali prodotte dagli associati FIVRA non sono classificate pericolose, tanto che sono esentate dalla compilazione della Scheda Dati Sicurezza. Hanno infatti una elevata bio-solubilità, come attestato dalla rispondenza alla cosiddetta "Nota Q" e, al pari di tutte le altre FAV, non sono classificate irritanti (gli eventuali effetti irritativi sono da ascrivere a sfregamento meccanico e non alla composizione chimica).

Sergio Saporetti (sezione Certificazione Ambientale e GPP, Ministero dell'Ambiente) ha illustrato il tema degli acquisti pubblici verdi ed i criteri ambientali minimi per l’edilizia (che prevedono requisiti superiori ai minimi previsti dalla legge, sia per l’edificio, sia per i singoli componenti), che a breve le singole amministrazioni pubbliche potranno utilizzare per qualificare come "green" i propri edifici, ai sensi del PAN GPP (Piano di Azione Nazionale per il Green Public Procurement)

Cecilia Hugony (amministratore delegato di Teicos) ha infine presentato tre casi pratici di intervento con lane minerali in tre scuole della Provincia di Milano, dai quali è emersa l’adattabilità, la flessibilità, la facilità di posa e gli ingombri limitati in fase di movimentazione delle lane minerali.

La successiva tavola rotonda, condotta da Gabriele Cirieco (managing director di Strategic Advice) ha visto un vivace dibattito in merito ai seguenti punti:

  • la cogenza delle Linee Guida FAV: le Linee Guida sono normazione di secondo livello e, sebbene i principali destinatari siano i produttori e gli utilizzatori, nemmeno l'organo di controllo può sottrarsi ad una loro integrale applicazione; come hanno ribadito sia Marano, sia Frigeri, l’operatore che applica correttamente le Linee Guida FAV non può essere sanzionato in alcun modo;
  • l’importanza, per il settore edile, di poter disporre di un incentivo specifico per le "riqualificazioni profonde", ovvero quelle che interessano l’intero edificio, ed in modo particolare l’involucro (facciate, copertura). Le attuali detrazioni “ecobonus”, come mostrano i dati ENEA, hanno avuto successo nell’incentivare gli interventi minori (minor costo e minor tempo di ritorno) ma non gli interventi più estesi che, invece, hanno la migliore efficacia (quantità di energia risparmiata), efficienza (minor costo dell’energia risparmiata), vita utile (diverse decine di anni).
  • il ruolo che le ESCO possono avere nella riqualificazione edilizia: le ESCO non saranno risolutive, perchè, in mancanza di una vera finanza di progetto (ovvero che valuti la bontà tecnico/economica del progetto e non solo la solidità finanziaria del richiedente), tenderanno ad effettuare gli interventi meno costosi e con il minor tempo di ritorno (interventi sugli impianti) e non quelli più costosi ma con la migliore efficacia (isolamento pareti/coperture, riqualificazioni profonde).

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