
La Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD) dovrà essere a breve aggiornata per rispondere alla complessa sfida del cambiamento climatico.
Ieri è stato reso disponibile il testo della bozza della proposta della Commissione UE; di seguito una brevissima sintesi.
Ogni Paese europeo dovrà approvare un proprio piano di azione per le ristrutturazioni (erede della strategia di ristrutturazione a lungo termine) che dovrà comprendere:
Tali piani dovranno altresì contenere indicazioni per la sicurezza in caso di incendio e minimizzare i rischi sismici.
Quanto sopra è necessario per individuare il percorso che porterà alla de-carbonizzazione dell’intero parco edilizio entro il 2050. A tal fine, la proposta della Commissione UE contiene l’obbligo che gli edifici e le unità immobiliari dovranno soddisfare i seguenti standard minimi di prestazione energetica (MEPS):
I singoli Pesi dovranno inoltre individuare ulteriori MEPS, che entreranno in vigore nel 2040 e nel 2050. Ogni singolo Paese potrà decidere di non applicare i MEPS a determinate categorie di edifici (es. quelli con valenza storico-artistica).
Le nuove costruzioni dovranno essere ad emissioni zero (ovvero con un fabbisogno di energia molto basso, interamente coperto con energie rinnovabili on-site) entro il 1° gennaio 2030 (1° gennaio 2027 per i nuovi edifici occupati o di proprietà degli enti pubblici) e dovranno considerare anche le condizioni sanitarie della climatizzazione interna, dell’adattamento ai cambiamenti climatici, della sicurezza antincendio e dei rischi connessi all’intensa attività sismica.
Gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) dovranno essere conformi ad un nuovo modello europeo:
Entro il 31 dicembre 2025 dovrà essere rivisto il sistema delle classi di efficienza energetica, in modo che:
Entro il 31 dicembre 2023 verrà altresì creato un quadro europeo comune per i passaporti per la ristrutturazione degli edifici (BRP); tali documenti indicheranno, per il singolo edificio, le differenti fasi di ristrutturazione che lo trasformeranno in un edificio a zero emissioni entro il 2050.
Al fine di eliminare le barriere di mercato, i Paesi europei dovranno creare strutture di assistenza tecnica (es. sportello unico integrato), rivolte a tutti gli attori coinvolti nelle ristrutturazioni edilizie (proprietari, attori amministrativi, finanziari ed economici).
Infine, a partire dal 1° gennaio 2027, i Paesi europei non potranno più incentivare l’installazione di generatori di calore alimentati da combustibili fossili.
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