Con il Decreto 24 novembre 2025 sui Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aggiorna in modo sostanziale le regole per progettazione e lavori pubblici, rendendo i CAM uno strumento vincolante per orientare la domanda verso prodotti e soluzioni a minore impatto ambientale.
I CAM non sono capitolati tipo, ma un set di requisiti minimi, superiori alla normativa di base, che le stazioni appaltanti devono inserire nella documentazione di gara e di progetto per qualificare gli interventi in ottica di sostenibilità ambientale e sociale.
Il nuovo impianto normativo si collega direttamente al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che impone l’applicazione dei CAM per tutti gli appalti, e agli obiettivi europei di decarbonizzazione, economia circolare e principio DNSH (Do No Significant Harm), rendendo i criteri ambientali centrali anche per l’accesso ai finanziamenti UE, PNRR compreso.
La revisione dei CAM edilizia 2025 introduce una maggiore attenzione alla valutazione del ciclo di vita (LCA) e alla tracciabilità delle prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione, in coerenza con il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) 2024.
La Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC) non si limita più alle sole prestazioni tecnico-funzionali, ma integra anche i requisiti ambientali, funzionali e di sicurezza, attraverso un set di caratteristiche ambientali essenziali predefinite (emissioni climalteranti, acidificazione, consumo d’acqua, particolato, tossicità, ecc.).
Tra gli strumenti di verifica riconosciuti, un ruolo centrale è attribuito alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) secondo UNI EN 15804 e ISO 14025 e alle certificazioni di contenuto riciclato e sottoprodotti basate sulla Prassi UNI PdR 88, che formalizza le modalità di calcolo e controllo lungo la filiera.
In questo contesto, materiali con EPD di terza parte e contenuti significativi di materia riciclata assumono un vantaggio competitivo nelle procedure di gara.
Il criterio 2.4.7 “Isolanti termici ed acustici” definisce in modo puntuale i requisiti che devono rispettare i materiali utilizzati per l’isolamento dell’involucro, distinguendo tra isolanti in senso stretto e sistemi compositi (ad esempio laterizio + isolante o pannelli sandwich con rivestimento metallico).
Sono esclusi dal perimetro del criterio eventuali rivestimenti, carpenterie metalliche e accessori, fermo restando che ogni singolo materiale isolante impiegato deve rispettare i requisiti ambientali e di sicurezza previsti.
Il CAM prevede, tra l’altro, il divieto di aggiungere sostanze presenti nell’elenco delle SVHC (Substances of Very High Concern) REACH oltre lo 0,1% in peso, l’esclusione di agenti espandenti dannosi per l’ozono (come HCFC) e il divieto di catalizzatori al piombo nei poliuretani spruzzati.
Per gli isolanti plastici a base di polistirene espandibile viene inoltre limitata la quantità di agente espandente al di sotto del 6% del peso del prodotto finito, confermando la forte attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale e sanitario dei prodotti.
Per le lane minerali (lana di roccia e lana di vetro) il CAM richiama esplicitamente la conformità alla Nota Q o alla Nota R del Regolamento CLP (CE 1272/2008), requisito che consente di non classificarle come cancerogene.
La Nota Q si basa sulla dimostrazione di biosolubilità delle fibre tramite test specifici, mentre la Nota R si riferisce a fibre con diametro medio ponderale superiore a 6 µm, parametri che le lane minerali oggi presenti sul mercato soddisfano grazie a composizioni formulate e controlli di produzione certificati.
Il regolamento REACH classifica le lane minerali come non pericolose quando conformi a tali condizioni, e la verifica della conformità avviene tramite schede informative redatte ai sensi dell’art. 32 REACH e, spesso, tramite certificazioni di terza parte come EUCEB secondo ISO 17065, con audit periodici presso gli stabilimenti produttivi.
Questo inquadramento regolatorio rassicura progettisti, RSPP e stazioni appaltanti sull’assenza di rischi cancerogeni associati alle lane minerali e ne consolida il ruolo di soluzione isolante sicura e affidabile.
Una delle principali novità dei CAM 2025 riguarda le soglie minime di contenuto di materia riciclata, recuperata o sottoprodotti richieste per gli isolanti, espresse in percentuale sul peso del prodotto.
Per le lane minerali la tabella CAM individua valori minimi differenziati: per la lana di vetro è richiesto un contenuto minimo del 60% di materiale riciclato o sottoprodotto, mentre per la lana di roccia l’obbligo minimo è fissato al 15%.
Tali valori devono essere attestati attraverso EPD, certificazioni ReMade (in Italy), marchi “Plastica Seconda Vita” o certificazioni basate su bilanci di massa e sulla UNI PdR 88, escludendo espressamente le autodichiarazioni ambientali non verificate secondo ISO 14021.
Per i produttori di lane minerali questo significa valorizzare l’uso di rottami di vetro e scarti di produzione come materie prime seconde, in un’ottica di economia circolare e riduzione dell’“embodied carbon” degli edifici.
I CAM edilizia 2025 dedicano un criterio specifico alle emissioni in ambienti interni (2.4.1), fissando limiti stringenti per COV totali, formaldeide, acetaldeide e composti aromatici, verificabili tramite prove secondo UNI EN 16516 o EN ISO 16000 e, in alternativa, mediante il possesso di etichette indoor qualificate. Tali requisiti si applicano in particolare ai prodotti destinati a un’applicazione a vista o comunque a diretto contatto con l’ambiente interno, come elementi, pannelli e lastre a vista (punto f), controsoffitti intesi come componenti esposti verso l’interno (punto g), nonché schermi, barriere e freni impiegati per la protezione degli isolanti interni (punto h).
Molti prodotti in lana minerale sono già disponibili con certificazioni come Indoor Air Comfort Gold, M1 o analoghe, che attestano livelli molto contenuti di emissioni e facilitano il rispetto dei requisiti CAM sull’inquinamento indoor.
Questo posiziona le lane minerali come alleate naturali degli obiettivi CAM legati alla salubrità degli ambienti, permettendo di coniugare prestazioni termiche e acustiche con la qualità dell’aria interna.
Per progettisti e imprese, la corretta selezione di lane minerali conformi a CAM, REACH e CLP permette di semplificare la redazione della Relazione CAM di progetto e della Relazione CAM d’impresa, richieste rispettivamente ai progettisti e agli esecutori dei lavori.
La disponibilità di EPD, certificazioni di contenuto riciclato e attestazioni di biosolubilità consente di dimostrare facilmente il rispetto dei criteri e di competere meglio nelle gare impostate sull’offerta economicamente più vantaggiosa, in cui i criteri premianti legati alla sostenibilità assumono un peso crescente. In questo scenario, le lane minerali – grazie alla combinazione di prestazioni, sicurezza d’uso, elevato contenuto riciclato e supporto documentale – rappresentano una risposta pronta ed efficace alle nuove richieste dei CAM edilizia 2025, contribuendo in modo concreto alla transizione ecologica del comparto costruzioni.
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