Con il provvedimento DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha aggiornato la linea guida per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici, sostituendo la precedente guida tecnica del 2012.
La linea guida si applica agli impianti FV installati su attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi ai sensi del DPR 151/2011, incluse le coperture integrate o interferenti con edifici civili, industriali, commerciali e rurali.
L’obiettivo è quello di limitare la probabilità di innesco, la propagazione dell’incendio attraverso la copertura e dall’esterno verso l’interno, garantendo la sicurezza delle persone e la tutela delle opere di costruzione.
Nella linea guida viene quindi evidenziato come l’installazione di un impianto fotovoltaico costituisca in generale una modifica rilevante delle condizioni di sicurezza antincendio delle chiusure d’ambito degli edifici su cui è applicato.
In particolare, in caso di impianti BAPV (Building Applied Photovoltaics) installati in copertura, sono ammesse le seguenti soluzioni:

Modalità di installazione di impianti BAPV (Fonte "Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio, manutenzione di impianti fotovoltaici" VVFF - Ministero Interno)
Per ulteriori approfondimenti normativi consultare:
https://www.vigilfuoco.it/sites/default/files/2025-09/COORD_NOTA_01_09_2025_n_14030_linee_guida_FV.pdf
La specifica tecnica UNI CEN/TS 16459:2019 fornisce una guida per l’applicazione estesa dei risultati di prova ottenuti secondo la CEN/TS 1187, al fine di classificare le prestazioni al fuoco esterno di tetti e sistemi di copertura oltre la stratigrafia esattamente testata.
Il documento definisce un metodo per considerare gli effetti sulla classificazione secondo UNI EN 13501-5 a seguito di variazioni dei parametri del prodotto (materiali, spessori, densità, supporti) e della destinazione d’uso.
L’Allegato C della CEN/TS 16459 definisce l’estensibilità dei risultati ottenuti con il metodo di prova BROOF (t3), mediante un paragrafo specifico dedicato alle membrane bitume polimero.
Questo allegato introduce il concetto di “provino tipico”: una stratigrafia di riferimento da testare, con requisiti ben definiti, che consente di estendere il risultato di prova ottenuto ad un ventaglio di configurazioni entro limiti esplicitamente fissati dalla norma.
Il paragrafo C.3.3.2 della CEN/TS 16459 definisce le caratteristiche del “provino tipico” per il gruppo di prodotti “membrane bitume polimero” che prevede la presenza di uno strato isolante in lana minerale con determinati requisiti minimi.
In particolare, lo strato isolante in lana minerale deve avere uno spessore compreso fra 40 e 60 mm, densità specifiche e con la possibilità che il pannello sia rivestito o meno con una finitura bitumata.
Questa prescrizione non è un dettaglio marginale, ma il fulcro della logica di estensione: il sistema di copertura che supera la prova B(t3) su provino con lana minerale diventa la base per l’applicazione estesa a stratigrafie di coperture aventi caratteristiche similari.
Ne consegue che la lana minerale è l’isolante di riferimento per la classificazione B(t3) di sistemi con membrane bituminose, ai fini dell’applicazione delle regole di estensione previste dalla CEN/TS 16459.
Una volta che il provino tipico con isolante in lana minerale ha superato la prova BROOF (t3), è possibile utilizzare le regole di estensione contenute nel Prospetto C.4 “Parametri e regole per membrane bituminose armate” della CEN/TS 16459.
Questo prospetto disciplina, tra l’altro, i rifacimenti di vecchie coperture e l’applicazione su differenti tipi di supporto (acciaio profilato, calcestruzzo, calcestruzzo leggero, ecc.).
Il risultato ottenuto sul provino tipico è valido, per:
* Un valore λ di almeno 0,035 W/m K è inteso come valore richiesto minimo, con valori superiori accettabili.
È importante notare che le lane minerali sono l’unico isolante previsto dalla norma sia per la preparazione dei provini tipici sia di conseguenza per i rifacimenti di coperture già impermeabilizzate che intendano mantenere o conseguire la classificazione BROOF (t3).
La presenza di lane minerali con le caratteristiche descritte sopra è quindi un requisito strutturale del metodo di estensione, non un’opzione accessoria.
Ne deriva che, per il rispetto congiunto delle Linee Guida VVF e delle regole europee di classificazione, le coperture con isolante in lana minerale rappresentano un percorso tecnico robusto e normativamente solido per l’installazione sicura di impianti fotovoltaici su coperture nuove e su rifacimenti.
Si specifica che, quanto indicato sopra, si applica con uguali indicazioni anche alle membrane sintetiche marcate EN 13956 in riferimento al cap. C.3.4 della UNI CENT/TS 16459.
Nel dibattito di settore si registrano talvolta comunicazioni che enfatizzano esclusivamente il ruolo della membrana impermeabile o di specifici prodotti come soluzione “BROOF (t3)” per le coperture fotovoltaiche, talora trascurando che la classificazione sistema di copertura (supporto, eventuale isolante, strati funzionali, impermeabilizzazione) e relative estensioni.
Le norme UNI EN 13501-5 e UNI CEN/TS 1187 chiariscono infatti che la prestazione di esposizione al fuoco esterno è attribuita al pacchetto completo testato, e che ogni variazione significativa di materiali, spessori o densità può far decadere la validità della classificazione, salvo specifiche regole di estensione.
Per i sistemi con membrane bitume polimero, la CEN/TS 16459 è esplicita nel richiedere un provino tipico con isolante in lana minerale con determinati requisiti e, di conseguenza, le regole di estensione sono costruite assumendo la presenza di lane minerali come componente chiave.
FIVRA ritiene utile richiamare alcuni punti operativi per progettisti, direttori lavori, imprese e gestori di patrimoni immobiliari:
Alla luce del quadro normativo, le lane minerali svolgono un ruolo determinante nell’adempimento delle nuove Linee Guida dei Vigili del fuoco per gli impianti fotovoltaici, in quanto:
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