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Natura e ambiente

Cambiamento del clima

 
Il cambiamento del clima è uno dei problemi mondiali più importanti del 21° secolo.
L’innalzamento della temperatura della terra è senza dubbio causato dalla concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido d’azoto e fluorocarburi), che si formano in buona parte a causa dell’utilizzo di combustibili fossili creando così una trappola che impedisce alle radiazioni infrarosse di uscire dalla nostra atmosfera.
 
Le emissioni di CO2 sono la causa principale, insieme alla deforestazione, del surriscaldamento della crosta terrestre. I notevoli cambiamenti delle temperature profetizzati possono sembrare un piccolo problema, ma il loro impatto sull’ambiente  a livello globale potrebbe essere catastrofico per la Terra.
 
L’unione Europea ha stabilito nuovi limiti per le emissioni di anidride carbonica.
Una delle maggiori fonti di emissioni sono le sostanze prodotte dal riscaldamento domestico.
 
 

Il trattato di kyoto

 
Nel dicembre 1997 a Kyoto, in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) è stato firmato il Protocollo di Kyoto: un trattato internazionale in materia di ambiente sottoscritto da più di 160 paesi. Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti. Tra i paesi non aderenti figurano gli Stati Uniti, responsabili mondiali di una grande quantità di emissioni inquinanti.
 
Gli edifici sono i principali responsabili del consumo energetico in Europa. Seguiti dai trasporti, dall’industria .
 
Fonti di emissioni di Biossido di Carbonio nella Comunità Europea:
 
  • Elettricità 32.4%
  • Trasporti 23.2%
  • Domestico/Terziario 20.4%
  • Industria 19.6 %
  • Energia utilizzata dalle industrie 4.4 %
  • Anno 1990: Totale = 3200 milioni di tonnellate
 
Fonte: Commissione Europea
 
Ridurre le sostanze inquinanti
 
Attualmente in Europa più del 40% de totale dell’energia viene usata in ambito edilizio, vale a dire più di quella utilizzata per i trasporti e l’industria.
se venisse messa in atto un’azione comune per razionalizzare il consumo energetico a livello edilizio,  le riduzioni totali delle emissioni diminuirebbero in modo impressionante.
In particolare:
 
  • L’adozione di misure quali l’isolamento dei tetti e delle mura può dimezzare l’energia utilizzata, riducendo il consumo energetico europeo del 20%, con un risparmio dell’equivalente del 3.3 milioni di barili di petrolio al giorno.
  • Uno sforzo comune attuato dai 25 paesi della UE per ridurre il consumo energetico in ambito edilizio potrebbe far risparmiare agli europei, circa 270 miliardi di Euro all’anno.
  • Questo dato si basa sui risultati dello studio Ecofys VI (2006), in cui come riferimento per prevedere i costi dell’energia futura sono stati utilizzati gli attuali costi energetici.
  • Misure energetiche negli edifici sono le misure disponibili più vantaggiose

La riduzione di emissioni di CO2 dagli edifici Europei potrebbe raggiungere la riduzione totale delle emissioni del 8 % che la Comunità Europea si è proposta di raggiungere entro il 2010.

Source: "Assessment of the potential savings of CO2 emissions in European building stock", May 1998, CALEB Management Services, p.2.



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