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Home / Cosa sono le lane minerali / Protezione dal fuoco

Protezione dal fuoco

Gli incendi che si verificano ogni anno in Europa producono costi molto elevati in termini di vite umane, oltre a causare danni per miliardi di euro, inquinamento ambientale e la perdita di edifici a volte insostituibili.

La lana minerale è il materiale ignifugo di elezione poiché non è combustibile (in conformità allo standard ISO 1182) e non conduce il calore. In altri termini, non brucia e non fa propagare il fuoco. Può resistere a temperature superiori a 1000 °C ed è pertanto ideale come ritardante del fuoco, per esempio per rivestire fondamenta e travi maestre, per ricoprire soffitti ed essere incorporata in porte ignifughe e pareti divisorie.

L’isolamento con lana minerale e i prodotti per la protezione dal fuoco a base di lana minerale possono essere usati in tutti i tipi di edifici.

Viene anche utilizzata per applicazioni di sicurezza nelle piattaforme offshore e nelle raffinerie petrolchimiche come materiale protettivo dagli incendi da idrocarburi.

I regolamenti e le disposizioni emessi dalle autorità industriali, dai governi nazionali e dalla UE impongono standard sempre più rigorosi per la prevenzione degli incendi in ambito commerciale e industriale. Allo stesso tempo, le assicurazioni applicano una riduzione dei premi a quanti aggiornano le proprie misure antincendio. Gli edifici isolati con lana minerale spesso hanno premi assicurativi inferiori rispetto a quelli isolati con sostanze combustibili.

Barriere antifiamma
Per combattere un incendio il fattore tempo è essenziale, in particolare nei primi minuti. In una stanza che va a fuoco, la temperatura raggiunge 700 °C nei primi 15 minuti e può in seguito superare i 1100 °C. I materiali resistenti al fuoco, come la lana minerale, consentono di guadagnare quei minuti essenziali a impedire che il fuoco si propaghi, permettendo così di risparmiare vite umane, denaro, edifici e di ridurre l’inquinamento.

Nuovi standard antincendio nella UE

Reazione al fuoco

È stato finalmente raggiunto, dopo dieci anni di dibattiti, un accordo a livello europeo in materia di regole comuni antincendio, per il controllo e la classificazione di materiali da costruzione. Il nuovo sistema migliorerà la resistenza al fuoco e rimuoverà le restrizioni al commercio all’interno della UE; si tratta però di norme complesse che è necessario comprendere appieno.

La UE ha adottato le nuove norme, o “Euroclassi”, in materia di proprietà ignifughe dei materiali da costruzione l’8 aprile 1999. Il sistema classifica i prodotti, in base alla resistenza al fuoco, assegnando loro una categoria: A1, A2, B, C, D, E ed F. I prodotti più resistenti al fuoco (e tra questi la lana minerale) sono stati classificati come A1 e A2; scendendo nella scala, il rischio di infiammabilità aumenta. Per classificare i diversi gruppi si usano le procedure SBI (Single Burning Item: incendio di singoli oggetti) e ISO 9705 (Round Corner). Un fattore decisivo ai fini della classificazione è il tempo impiegato da un prodotto per raggiungere il flashover (incendio generalizzato).
I prodotti in classe A non sono soggetti al flashover. I metodi utilizzati entreranno a far parte degli standard CEN in un anno, benché siano già in uso.

Questo sistema comprende anche la classificazione di fattori quali “produzione di fumo” in tre categorie e “presenza di particelle infiammate/faville” in due classi. In totale ci sono 40 classi nel più alto grado di specificazione del sistema, ma le autorità nazionali possono decidere di applicare solo una parte di esse. Entro pochi anni, tuttavia, non sarà più possibile vendere prodotti nei paesi della UE in assenza del marchio CE che ne riporti la classificazione di resistenza al fuoco. L’etichetta dovrà inoltre contenere informazioni sul fumo e sulla presenza di particelle infiammate/faville.

Le nuove norme condurranno allo sviluppo di nuovi materiali resistenti al fuoco a seguito del riesame del mercato da parte delle aziende del settore, sia per i propri prodotti sia per quelli della concorrenza. In generale, poi, la resistenza al fuoco dovrebbe migliorare anche perché il marchio CE dovrebbe facilitare la scelta da parte dei progettisti dei materiali più adatti.

Al momento (agosto 2000), esistono 30 differenti metodi per testare, a livello nazionale, le proprietà di resistenza al fuoco; il nuovo sistema, perciò, tracciando un quadro meno ambiguo della realtà, dovrebbe eliminare le considerevoli restrizioni alla commercializzazione attualmente vigenti.

Spetta tuttavia a ciascun paese determinare il livello nazionale di resistenza al fuoco e, in seguito, recepire il nuovo sistema nei regolamenti edilizi nazionali.
 



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