PROTEZIONE DAL FUOCO

LEGISLAZIONE - PRESTAZIONI - CURIOSITÀ

La normativa europea (introdotta l’8 aprile 1999 e recepita in Italia dal DM 10 marzo 2005) prevede la classificazione dei materiali da costruzione, in base alla propria reazione al fuoco, in una delle seguenti possibili Euroclassi (dalla più alla meno resistente): A1, A2, B, C, D, E, F.
Un fattore decisivo ai fini della classificazione è il tempo impiegato da un prodotto per raggiungere il flashover (incendio generalizzato); i prodotti in classe A hanno la migliore reazione perché non ne sono soggetti.

A tutte le classi diverse da A1 ne sono affiancate ulteriori che indicano:

  • la produzione di fumo, intesa come capacità di emettere vapori o particelle (da minore a maggiore produzione di fumo: s1, s2, s3)
  • l’eventuale gocciolamento, inteso come capacità di emettere gocce ardenti di materiale fuso (da minore a maggiore presenza: d0, d1, d2).

Tutte queste informazioni sono riportate nell’etichetta che obbligatoriamente accompagna i prodotti da costruzioni venduti all’interno della UE.

In Italia non esistono ancora obblighi sulla reazione al fuoco dei materiali isolanti, poichè il legislatore ha finora preferito seguire un approccio indicativo, tramite l'emanazione di guide tecniche; in particolare si segnalano:

  • Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civiili: applicabile ad edifici civili con altezza anticendio superiore ai 12 metri, avente l'obiettivo di limitare la probabilità di propagazione di un incendio ed evitare l'eventuale la caduta di parti di facciata che possono compromettere la sicurezza degli occupanti e/o delle squadre di soccorso;
  • Guida per l'installazione di impianti fotovoltaici: fornisce indicazioni circa i requisiti tecnici con cui devono essere progettati, realizzati e mantenuti gli impianti fotovoltaici al fine di non comportare un aggravio di rischio incendio.