PROTEZIONE DAL FUOCO

LEGISLAZIONE - PRESTAZIONI - CURIOSITÀ

Gli incendi che si verificano ogni anno in Europa producono costi molto elevati in termini di vite umane, oltre a causare danni per miliardi di Euro, inquinamento ambientale e la perdita di edifici anche di grande pregio.

Le fasi distintive di un incendio sono quattro: l'inizio della combustione, l'estensione del fuoco, l'incendio generalizzato e l'estinzione.
La durata della prima fase dipende da vari fattori, tra cui l'infiammabilità, le caratteristiche superficiali e la distribuzione del combustibile, la possibilità di propagazione della fiamma, la velocità di decomposizione dei combustibili coinvolti nell'incendio, la geometria, il volume e la ventilazione degli ambienti, la possibilità di dissipazione del calore nei combustibili.
Durante la fase di estensione del fuoco, la combustione, aumenta di velocità e di temperatura, i materiali prossimi al focolaio di incendio raggiungono la temperatura di accensione producendo gas infiammabili, che riducono la visibilità. Oltre a questi, vengono prodotti gas tossici e corrosivi e si formano delle sacche gassose in cui viene raggiunto il limite di infiammabilità e di esplosione.
L'incendio generalizzato è chiamato anche flashover. In questa fase le strutture interessate dall'incendio sono a rischio cedimento e le fiamme potrebbero trasmettersi alle strutture vicine. La velocità di combustione e la temperatura aumentano esponenzialmente. Aumenta anche l'emissione dei gas della combustione. I combustibili vicini al focolaio si autoaccendono mentre quelli più lontani raggiungono la temperatura di combustione.
Quando ormai tutti i materiali combustibili si sono accesi completamente, la temperatura diminuisce e la combustione comincia a rallentare, entrando nella fase dell'estinzione.

Per combattere un incendio il fattore tempo è essenziale, in particolare nei primi minuti. In una stanza che va a fuoco, la temperatura raggiunge 700 °C nei primi 15 minuti e può in seguito superare i 1100 °C. I materiali resistenti al fuoco, consentono di guadagnare quei minuti essenziali a impedire che il fuoco si propaghi, permettendo così di risparmiare vite umane, denaro, edifici e di ridurre l’inquinamento.
La lana minerale è il materiale ignifugo di elezione poiché non è combustibile (in conformità allo standard ISO 1182) e non conduce il calore. In altri termini, non brucia e non fa propagare il fuoco. Può resistere a temperature superiori a 1000 °C ed è pertanto ideale come ritardante del fuoco, per esempio per rivestire fondamenta e travi maestre, per ricoprire soffitti ed essere incorporata in porte ignifughe e pareti divisorie.
La lana di roccia e la lana di vetro possono essere utilizzate per la protezione dal fuoco in tutti i tipi di edifici.
Vengono anche utilizzate per applicazioni di sicurezza nelle piattaforme offshore e nelle raffinerie petrolchimiche come materiali protettivi dagli incendi da idrocarburi.
Allo stesso tempo, le assicurazioni applicano una riduzione dei premi a quanti aggiornano le proprie misure antincendio; gli edifici isolati con lana di roccia e lana di vetro spesso hanno premi assicurativi inferiori rispetto a quelli isolati con sostanze combustibili.