GESTIONE DEL RIFIUTO

CODICE CER - INDAGINI E ANALISI - LEGISLAZIONE PRECEDENTE - BROCHURE RIASSUNTIVA

La legislazione italiana (cfr. DM Ambiente 27 settembre 2010 "Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica") prevede che la pericolosità o meno del rifiuto (ed il relativo codice CER) sia determinata tramite caratterizzazione analitica, a meno che quest’ultima non risulti poco pratica (cfr. punto 4 dell’Allegato 1 del DM 27 settembre 2010).

Questo è sicuramente il caso delle lane minerali conformi alla Nota Q, la cui verifica, ai sensi della pericolosità del rifiuto, può essere dunque effettuata tramite indagine documentale.

In sintesi, i rifiuti costituiti da lane minerali non sono pericolosi se la documentazione dimostra la conformità alla Nota Q; in caso contrario, rimane la possibilità di verificare analiticamente la rispondenza alla Nota R.

La Legge n. 116/2014 (conversione in legge del decreto legge "Crescita") stabilisce invece quali indagini devono essere svolte sui rifiuti con codice CER speculare (come i rifiuti costituti da lane minerali, che possono avere codice CER 17.06.03* o 17.06.04):

  • individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso:
    • la scheda informativa del produttore;

    • la conoscenza del processo chimico;

    • il campionamento e l’analisi del rifiuto;
  • determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso:
    • la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi;
    • le fonti informative europee ed internazionali;
    • la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;
  • stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all’analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprietà di pericolo. 

E' dunque confermato che i rifiuti costituiti da lane minerali conformi alla Nota Q non debbano essere sottoposti a caratterizzazioni analitiche in quanto le informazioni contenute nella "scheda sicurezza" o "scheda di corretto uso" sono sufficienti ad identificare la natura non pericolosa del rifiuto ed il conseguente codice CER 17.06.04.

Anche le Linee Guida FAV approvate il 10 novembre 2016 (cfr. capitolo 9 "Gestione operativa dei rifiuti) stabiliscono che la rispondenza alla Nota R deve essere verificata analiticamente, mentre la rispondenza alla Nota Q deve essere verificata e garantita attraverso il mantenimento nel tempo della documentazione attestante la bio-solubilità delle fibre impiegate.

In altri termini, in fase di smaltimento rifiuti le lane minerali prodotte dai soci FIVRA, se accompagnate nella loro vita di prodotti (e di rifiuti) da idonea documentazione di attestazione, non devono essere sottoposte ad alcuna ulterore verifica: sono automaticamente riconosciute come rifiuti non pericolosi. Questo risultato è importante perchè evita il dover effettuare ulteriori test, sempre mantenendo l’assoluta sicurezza degli operatori e degli utenti.

Le lane minerali prodotte prima del 1997 (anno in cui sono state introdotte "Nota Q" e "Nota R") possono anch'esse essere classificate non pericolose, ma a tal fine è necessario effettuare i relativi test. Questi, però, sono lunghi e costosi, tanto che si preferisce non effettuarli tutti (si eseguono solo quelli dimensionali) e, in via precauzionale, si classifica la lana minerale direttamente come pericolosa. Questa è però una scelta di opportunità, non è l'attestazione della realtà.