GESTIONE DEL RIFIUTO

LEGISLAZIONE - CODICE CER - INDAGINI E ANALISI

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e s.m.i., gli oneri relativi alla corretta gestione e smaltimento dei rifiuti sono a carico del produttore (la persona la cui attività ha prodotto rifiuti). Costui deve procedere alla classificazione del rifiuto (ovvero attribuire un codice CER) sulla base della concentrazione delle eventuali sostanze pericolose in esso contenute (cfr. Decisione 2000/532/CE e s.m.i.).

Le possibili classificazioni per le lane minerali sono:

  • CER 17.06.03* (rifiuto speciale pericoloso)
  • CER 17.06.04 (rifiuto speciale non perisoloso)

Il primo caso ricorre ogni volta che il rifiuto contiene:

  • una sostanza riconosciuta come cancerogena in concentrazione anche minima;
  • una o più sostanze irritanti classificate R36, R37, R38 in concentrazione totale maggiore o uguale al 20%.

In tutti gli altri casi, viene assegnato il codice CER 17.06.04 (rifiuto speciale non pericoloso).

Nel caso invece non siano note le caratteristiche delle lane minerali, il rifiuto si classifica in via cautelativa con il codice CER 17.06.03* (rifiuti speciali pericolosi), ma le procedure di gestione del rifiuto rimangono analoghe.

Infatti, lo smaltimento dei rifiuti costituiti da fibre minerali artificiali, indipendentemente dalla loro classificazione (pericolosi o non pericolosi), può avvenire direttamente all’interno della discarica in celle dedicate, realizzate con gli stessi criteri adottati per i rifiuti inerti, ed effettuato in modo tale da evitare la frantumazione dei materiali (cfr. art. 6 del D.M. 27/09/2010 “Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, in sostituzione di quelli contenuti nel decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 3 agosto 2005”).