mercoledì 30 luglio 2014

LEGISLAZIONE DELL'EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI - REGIONE LOMBARDIA

L’energia non è materia di competenza esclusiva dello Stato centrale, tanto che il d.lgs. 192/05 contiene una clausola di cedevolezza che assegna alle Regioni ed alle Provincie autonome la possibilità di modificare il contenuto del decreto stesso. Le modifiche possibili non si limitano all’introduzione di requisiti aggiuntivi, ma contemplano anche la riscrittura di interi articoli del decreto (potenzialmente dell’intero decreto).

La Regione Lombardia, in particolare, ha riscritto l’intero quadro legislativo derivante dal d.lgs. 192/05 e s.m.i. Il risultato di ciò è che sul territorio lombardo è necessario seguire le prescrizioni contenute nella Delibera di Giunta Regionale n. VIII/5018 del 26 giugno 2007 e s.m.i (in particolare l’ultimo aggiornamento, la D.G.R. VIII/8745 del 22 dicembre 2008).

In conseguenza di ciò, in Lombardia le prescrizioni dettate dal Governo centrale si applicano nella misura in cui sono richiamate dalla legislazione regionale.

In realtà, il quadro legislativo lombardo non differisce molto da quello nazionale.

Entrambi prevedono i medesimi UMAX (limiti massimi alla trasmittanza termica delle pareti disperdenti) per gli interventi parziali (ristrutturazioni e simili). 

In Lombardia, per gli interventi minori (ristrutturazioni su meno del 25% dell’involucro, ampliamenti inferiori al 20%, manutenzioni straordinarie) UMAX è più alto (dunque meno severo) del 30%.

UMAX
Zona climatica Pareti verticali Copertura Pavimento Finestre e porte
D 0,36 0,32 0,36 2,4
E 0,34 0,30 0,33 2,2
F 0,33 0,29 0,32 2,0

Tabella 1: limiti massimi alla trasmittanza termica UMAX delle pareti disperdenti, espressi in W/(m2K), validi per le grandi ristrutturazioni (quelle che incidono su almeno il 25% dell’involucro).

 
UMAX
Zona climatica Pareti verticali Copertura Pavimento Finestre e porte
D 0,468 0,416 0,468 2,4
E 0,442 0,39 0,429 2,2
F 0,429 0,377 0,416 2,0

Tabella 2: limiti massimi alla trasmittanza termica UMAX delle pareti disperdenti, espressi in W/(m2K), validi per le piccole ristrutturazioni, gli ampliamenti inferiori al 20% e le manutenzioni straordinarie.

Figura 1: le zone climatiche dei Comuni della Lombardia (clicca per cercare sulla mappa).

In Regione Lombardia, gli interventi di ristrutturazione e piccolo ampliamento (inferiore al 20%) devono rispettare  U ≤ 0,8 W/m2K sulle pareti che delimitano differenti unità immobiliari e sulle pareti esterne ma non disperdenti.

Passando agli interventi maggiori (nuove costruzioni, grandi ampliamenti e recuperi del sottotetto), la Regione Lombardia prevede i medesimi limiti massimi al fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (denominato EPi a livello nazionale ed EPH in Lombardia).

Una peculiarità é che le grandi ristrutturazioni (quelle che incidono su almeno il 25% dell’involucro), se non contemplano la ristrutturazione dell’impianto termico, hanno una duplice alternativa: possono rispettare i limiti massimi alla trasmittanza termica (UMAX) sulle parti di involucro interessate oppure possono rispettare il valore limite al fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (EPHlim).

EPHlim
S/V GG = 1400 GG = 2100 GG ≥ 3000
≤ 0,2 21,3 34 46,8
≥ 0,9 68 88 116

Tabella 3: limiti massimi al fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (EPHlim), espressi in kWh/m2anno, validi per gli edifici residenziali, esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme.

 
EPHlim
S/V GG = 1400 GG = 2100 GG ≥ 3000
≤ 0,2 6 9,6 12,7
≥ 0,9 17,3 22,5 31

Tabella 4: limiti massimi al fabbisogno di energia primaria per riscaldamento (EPHlim), espressi in kWh/m3anno, validi per tutti gli edifici non ricompresi nella Tabella 3.

Figura 2: I Gradi Giorno dei Comuni della Lombardia (clicca per cercare sulla mappa).

Una delle principali differenze tra il quadro legislativo nazionale e lombardo riguarda la prestazione estiva.

In Lombardia non vi sono limiti alla prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro (Epe,invol secondo la dicitura nazionale, ETC secondo la dicitura lombarda), né alla trasmittanza termica periodica YIE, ma solo prescrizioni in merito all’utilizzo di sistemi schermanti che riducano l’irradiazione solare massima sulle superfici vetrate dello 0% in inverno e di almeno il 70% in estate. Sono contemplati tra i sistemi schermanti anche i vetri a controllo solare ed i sistemi oscuranti (tapparelle, ante, persiane).

Diversamente dal quadro nazionale, in Lombardia non è prevista alcune prescrizione in merito alla ventilazione; sono invece previsti i medesimi obblighi in merito al comfort igrometrico.

Le disposizioni lombarde per l’impianto termico sono simili a quelle nazionali.

In caso di nuova installazione o ristrutturazione dell’impianto termico, il nuovo impianto deve soddisfare il medesimo rendimento globale medio stagionale:

η ≥ [75 + 3log(Pn)]%

ma se l’impianto utilizza aria come vettore energetico nella distribuzione, il requisito è meno severo:

η ≥ [65 + 3log(Pn)]%

Tali obblighi devono essere rispettati anche in caso di semplice sostituzione del generatore di calore; in tal caso, però, è possibile anche non rispettare tale requisito ma soddisfare una serie di requisiti parziali su diversi componenti dell’impianto termico (generatore e sistemi di distribuzione e regolazione – cfr. art. 6.2 della D.G.R. VIII/8745 del 22 dicembre 2008).

In caso di nuova installazione o ristrutturazione dell’impianto termico, devono essere installati termostati in ogni singola stanza o in ogni singola zona avente caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi; in caso di impianto termico centralizzato, si deve procedere con la contabilizzazione individuale del calore.

In merito alle fonti rinnovabili, in Regione Lombardia si applicano sia il d.lgs. n. 28/2011 (per il quale non esiste clausola di cedevolezza e dunque si applica tal quale in ogni Regione), sia quanto previsto dall’art. 6.5 della D.G.R. 8745. La novità, rispetto al quadro nazionale, è che per ogni intervento che preveda un impianto termico nuovo o ristrutturato (e non solo per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni rilevanti) vige la prescrizione di ottenere con fonti rinnovabili il 50% dell’energia necessaria per l’acqua calda sanitaria.

Anche in Regione Lombardia sono previsti incentivi volumetrici per gli interventi capaci di raggiungere una prestazione energetica superiore al minimo di legge. Anzi, in Lombardia tali incentivi sono stati introdotti prima di quelli nazionali e sono più generosi. L’art. 2 della L.R. Lombardia n. 26/1995 prevede, infatti, lo scomputo (dal calcolo della volumetria e del rapporto di copertura) di parte delle pareti (25 cm per le pareti perimetrali, 15 cm per i solai interni) per ogni tipo di intervento, a prescindere della prestazione raggiunta; se si supera di almeno il 10% la prestazione richiesta dalla legislazione, è possibile scomputare l’intero spessore delle pareti.

Gli incentivi previsti dal d.lgs. n. 102/2014 si applicano anche in Lombardia ma, essendo meno generosi, quasi interamente “scompaiono”, con l’eccezione delle voci non presenti nella L.R. Lombarda n. 26/1995 (deroga delle distanza minima e dell’altezza massima).

La maggiore peculiarità del quadro lombardo è l’utilizzo di una propria procedura di calcolo per la prestazione energetica degli edifici, contenuta nel Decreto del dirigente dell’unità organizzativa “Reti e servizi di pubblica utilità e sviluppo sostenibile” n. 15833 del 13 dicembre 2007; diversamente dal quadro nazionale, che si affida direttamente alle norme ed alle specifiche tecniche UNI, la Regione Lombardia impone l’utilizzo di appositi algoritmi (disponibili tramite il software CENED) che non sempre coincidono con quelli nazionali.

Di seguito sono disponibili le sintesi per i diversi possibili interventi sugli edifici residenziali siti in Lombardia.