lunedì 11 maggio 2020

IL VALORE INTRINSECO DELL'EDIFICIO

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2012, 4,3 milioni di decessi nel mondo, di cui 99.000 in Europa, sono attribuibili all’inquinamento dell'aria interna. Inoltre, uno studio del World Green Building Council su salute, benessere e produttività indica che le spese per il personale rappresentano circa il 90% dei costi operativi aziendali, mentre la spesa corrispondente per l’energia equivale unicamente all’1%. Di conseguenza, ciò che può apparire come un modesto miglioramento della salute o della produttività dei dipendenti, ha in realtà implicazioni finanziarie significative per i datori di lavoro.

BPIE (Buildings Performance Institute Europe) ha redatto il rapporto "The inner value of a building" che illustra il concetto della qualità dell'ambiente interno (Indoor Environment Quality - IEQ) e, sinteticamente, ricorda le opportunità principali per integrarlo all’interno del quadro normativo nazionale ed europeo.

Nel rapporto (qui la versione italiana) si analizzano ed esaminano attentamente i fattori determinanti per la qualità dell’ambiente interno di un edificio, procedendo con un’ulteriore disamina dell’impatto prodotto dalla IEQ su salute, comfort, benessere e produttività. Si definiscono anche gli indicatori per la valutazione dell’ambiente interno e si passa quindi ad analizzare la legislazione dell’UE, per comprendere se le informazioni relative al conseguimento di un’adeguata qualità dell’ambiente interno siano sufficienti. Vengono considerate le opportunità di integrare la IEQ in aree quali la ristrutturazione e la prestazione energetica, discutendo una serie di strumenti e iniziative. Infine, si riportano raccomandazioni volte a incrementare il riconoscimento della IEQ nella legislazione europea e nazionale.

I fattori chiave della IEQ includono:

  • la qualità dell'aria interna;
  • il comfort termico;
  • l’illuminazione;
  • l’acustica.

La qualità dell'aria interna ha come parametro di riferimento l’aria in cui non siano presenti contaminanti conosciuti in concentrazioni pericolose e, rispetto alla quale, la grande maggioranza delle persone esposte non esprima insoddisfazione, mentre il comfort termico è definito come la condizione mentale in cui viene espressa soddisfazione per l'ambiente termico. Tassi di ventilazione adeguati, unitamente alla limitazione e al controllo delle fonti di inquinamento interne, sono essenziali per eliminare i contaminanti presenti nell'aria e assicurare una qualità dell’aria interna e un comfort termico ottimali.

Livelli di illuminazione sufficienti sono necessari per effettuare in modo efficiente e accurato le varie attività visive; a tale riguardo, gli studi compiuti hanno dimostrato il notevole impatto positivo delle finestre e dell’esposizione alla luce naturale sulla salute complessiva e sulla qualità del sonno degli impiegati. Il comfort acustico riguarda la capacità di proteggere gli occupanti dal rumore, garantendo un ambiente idoneo ad adempiere le finalità per cui l’edificio è progettato. Secondo la Smart Building Alliance il rumore è in grado di determinare una perdita della produttività fino all’8%.

Per garantire una IEQ soddisfacente, è necessario valutare l’ambiente interno. Gli indicatori a lungo termine per la valutazione dell’ambiente interno, sulla base della norma europea EN15251, comprendono criteri di progettazione, calcoli, misurazioni e valutazioni soggettive. I criteri di progettazione dovrebbero essere mirati a massimizzare il livello di soddisfazione degli occupanti, specificando limiti misurabili o intervalli di valori per ciascuno dei principali fattori ambientali interni. I calcoli includono, tra le altre cose, simulazioni di edifici, mentre le misurazioni costituiscono un indicatore quantitativo per la valutazione dell’ambiente interno. Un ulteriore indicatore qualitativo fondamentale per tale valutazione è costituito dai sondaggi sugli occupanti dell’edificio.

Se da un lato la Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, modificata recentemente (Direttiva 2018/844/UE), include elementi relativi a salute, comfort, qualità dell’aria interna e condizioni climatiche interne, dall’altro non offre sufficienti informazioni sul conseguimento di una IEQ soddisfacente. Inoltre, a livello nazionale i requisiti IEQ variano in misura significativa da un paese all’altro.

Tuttavia, nonostante le differenze sostanziali tra i regolamenti edilizi europei, la vera opportunità è da cogliere proprio a livello nazionale; di conseguenza, è necessario sviluppare approcci volti a integrare la IEQ nel quadro politico di ciascun paese.

Per raggiungere questo obiettivo sono state individuate quattro aree di opportunità:

  • strategie di ristrutturazione a lungo termine;
  • attestati di prestazione energetica (APE);
  • indicatore di predisposizione degli edifici all’intelligenza;
  • misure di controllo della conformità e della qualità.

Le strategie di ristrutturazione a lungo termine dovrebbero mirare al riconoscimento della qualità dell’ambiente interno, mentre gli Stati membri dovrebbero evidenziare come migliorare la IEQ in occasione delle riqualificazioni energetiche possa determinare benefici significativi per la salute. Inoltre, l’attuale metodologia dell’ottimalità dei costi è limitata e trascura molti dei guadagni sociali legati alla maggiore salubrità di edifici a energia quasi zero. L’integrazione di tali guadagni aumenterebbe il tasso di ristrutturazione e promuoverebbe il passaggio a edifici salubri, confortevoli e a energia quasi zero.

Gli attestati APE dovrebbero fornire indicazioni per il potenziamento efficace od ottimale in termini di costi della prestazione energetica, assicurando che le raccomandazioni sulla ristrutturazione includano aspetti della IEQ, volti a favorire la salute e il benessere degli occupanti. Gli attestati APE, unitamente al passaporto di ristrutturazione edilizia (BRP - Building Renovation Passport), potrebbero considerare aspetti della IEQ basati su dati affidabili, desunti da misurazioni, esiti di sondaggi con interviste agli occupanti e/o simulazioni al computer.

L’indicatore di predisposizione degli edifici all’intelligenza dovrebbe servire a individuare e promuovere i benefici degli edifici intelligenti per utenti e occupanti, per il sistema energetico, l’economia e la società nel suo complesso. Gli edifici intelligenti non devono solo essere efficienti dal punto di vista energetico e salubri, ma essere in grado di riconoscere le esigenze di utenti e occupanti verso l’ottimizzazione di comfort, qualità dell’aria interna, benessere e requisiti operativi, reagendo di conseguenza.

Infine, per sostenere l’integrazione della IEQ entro il quadro normativo, è indispensabile adottare meccanismi adeguati di controllo della conformità e della qualità, assicurandone l’applicazione e l’attuazione

L'intero rapporto di 38 pagine è disponibile in italiano e in inglese.